I peggiori investimenti mai realizzati su Internet

Presente nel panorama delle start up web da un decennio, James Nicholson analizza i peggiori investimenti che hanno avuto luogo su internet


Presente nel panorama delle start up web da un decennio, James Nicholson analizza i peggiori investimenti che hanno avuto luogo su internet. Si tratta di acquisizioni estremamente costose e che non hanno fruttato come previsto. Inoltre per essere considerato un pessimo investimento, l'azienda acquirente non deve prendere in considerazione la nuova società nel lungo periodo, e se ne dimentica al più presto.

Al primo posto troviamo Broadcast.com, acquisito da Yahoo! nel 1999 per 5,7 miliardi di dollari. Fondata nel 1995, questa web radio, inizialmente conosciuta come AudioNet, ha raggiunto il successo grazie al tandem Todd Wagner e Mark Cuban fino all'intervento del motore di ricerca che ha distinto Broadcast.com in due servizi: Yahoo! Launchcast dedicato alla musica e Yahoo! Platinum per i video. Senza grande successo.

Segue l'acquisizione di Aol per opera della Time Warner nel 2000, che ne detiene tutt'oggi il 95 percento. Fin dal principio non si parla di una strategia comune e la realizzazione di un'azienda media diventa ben presto un disastro finanziario: il valore complessivo di Aol crolla da 226 miliardi di dollari fino a 20 milioni di dollari. Lo scorso dicembre, Google ha acquisito il 5 percento di Aol per 1 miliardo di dollari.

Medaglia di bronzo per Excite, assorbito da @Home per 6,7 miliardi di dollari nel 1999. Dopo solo un anno e mezzo, l'azienda ha chiuso per bancarotta.

Al quarto posto troviamo nuovamente Yahoo!, questa volta per aver acquisito GeoCities nell 1999 per 3,56 miliardi di dollari. Doveva essere la piattaforma vincente. Ma poi sono arrivati i social network.

Segue Netscape, per cui Aol ha speso 4,2 miliardi di dollari nel 1998. Nessuna strategia da parte dell'azienda che si è trovata nelle mani un prodotto perdente nella prima guerra dei browser e impotente contro il dominio assoluto di Internet Explorer. Poco tempo dopo Netscape ha rilasciato il proprio codice dando il via alla seconda guerra dei browser con Mozilla. Secondo alcuni, la mancata integrazione di Netscape negli obiettivi aziendali di Aol è stata motivata da un interesse nei confronti di iPlanet, società che ha realizzato il browser.

Sesto posto per Lycos, acquisito per 12 miliardi di dollari nell'ottobre del 2000, da Terra Networks, poco prima di assistere – e partecipare – allo scoppio della bolla della new economy. Nel 2006 la parte di Lycos che è sopravvissuta è stata acquisita dalla sudcoreana Daum Communications Corporation per soli 95 milioni di dollari.

Excite@Home nel 1999 ha assorbito BlueMountain.com, un servizio di cartoline online, per 780 milioni di dollari. Troppo per delle semplici e-card.

Ottavo posto per mySimon, un sito di shopping, acquisito da Cnet nel 1999 per 700 milioni di dollari. Prezzi comparati e consigli per gli acquisti che non sono stati compresi da Cnet. Il sito è stato quindi abbandonato a se stesso e superato da migliori prodotti.

La penultima acquisizione presente in classifica è l'unica successiva alla bolla speculativa e forse è troppo recente per essere definita un flop. Ma James Nicholson inserisce comunque al nono posto Skype, comprato da eBay più di un anno fa per 2,6 miliardi di dollari. Fino a oggi, però, nessuna vera politica di integrazione per le aste online, se non la possibilità di parlare direttamente al venditore con il VoIP.

Chiude la top ten Hotmail. Diventata di Microsoft nel 1998 per 400 milioni di dollari, Hotmail era il secondo sito di posta elettronica gratuita, ma nessuna vera integrazione con i progetti di casa Microsoft hanno fatto progredire il servizio.


Marina Rossi

di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il