Raddoppiano le e-mail e cresce la dipendenza da posta elettronica

Sempre più difficile fare a meno della posta elettronica, in crescita il numero degli utenti 'mail-dipendenti'


PRIMA ERA LA SIGARETTA a creare dipendenza nei giovani delle nuove generazioni, ora si fa avanti la spietata concorrenza dell’ e-mail, lo rivela uno studio commissionato da Symantec (la stessa società che commercializza gli antivirus e antispam più diffusi nei pc italiani), secondo il quale il 75% degli intervistati ha dichiarato di non poter fare a meno della posta elettronica.
Trascorri ore ed ore davanti al monitor del tuo computer con la speranza di vedere apparire all'improvviso sullo schermo l'indicazione "new mail"? Allora fai molta attenzione perchè potresti far parte della nuova tipologia di utente “dipendente” : colui che controlla la posta elettronica in maniera compulsiva, effettua il primo controllo alle 9 del mattino e si abbandona al panico se non riesce ad accedervi. La categoria rappresenta il 21 % degli intervistati. Fortunatamente il 49 % del campione sostiene di avere nei confronti della posta elettronica un atteggiamento “rilassato”, mentre il 10 % rappresentato dai “tecnofobici” preferisce la “snail-mail” (letteralmente "posta lumaca", cioè la posta tradizionale) e, infine, il restante 6% è costituito dai “bombardati”, che subiscono l'e-mail e hanno difficoltà a farvi fronte.

Secondo la ricerca, nel 2005 il numero di e-mail da gestire per persona è aumentato notevolmente: il 91% delle imprese ammette infatti che negli ultimi dodici mesi i messaggi di posta elettronica sono aumentati in media del 47%, con un conseguente aumento del tempo dedicato alla consultazione e alla gestione. Addirittura, il 52% degli intervistati dichiara di dedicare anche più di due ore al giorno tra invio e ricezione di e-mail (il 15% vi dedica quattro ore al giorno).

La mail-dipendenza dilaga e colpisce l'individuo durante tutto il giorno: secondo quanto emerge dallo studio il 54% controlla l'e-mail prima delle 9 del mattino (alcuni già alle 6) e la maggior parte effettua l'ultima connessione della giornata intorno alle 17 (ma non sono pochi quelli che arrivano anche a mezzanotte). Il 72% utilizza la posta elettronica anche fuori ufficio in situazioni non lavorative, il 40% in vacanza e il 38% durante le assenze per malattia. 

Ma si può davvero parlare di dipendenza fisica dall'inviare e ricevere e-mail al pari di quella provocata da droga e alcool? Secondo la società italiana di intervento delle patologie convulsive , ovviamente parlando in termini oggettivi la posta elettronica non induce cambiamenti biochimici, quindi non si può parlare di dipendenza in termini strettamente medici o fisici, ma psicologici. Si possono verificare situazioni di abuso che nascondono difficoltà interiori quali la paura di comunicare. Il virtuale diventa cosi un'alternativa al dolore e alla solitudine. La mancanza del contatto diretto, lo schermo protettivo fornito dall'interfaccia digitale, consente una difesa fisica ed emotiva, per cui comunicare ed interagire appare più facile della realtà. Se l'ultima patologia da internet continuerà a diffondersi comunicare con un monitor sarà prassi quotidiana.

Fonte: pubblicato il