Pensioni ultime notizie significative novità da Direttorio, Senato, Governo Renzi su novità quota 100,mini penioni, quota 41

Esito della consultazione, Direttorio e ripresa della discussioni in Senato e importanti conseguenze per ulteriori novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): E poi ovviamente si attende di capire cosa succederà dalla consultazione che avrà un riflesso non così definito come spiegato nelle ultime notizie e ultimissime ma ce lo avrà sul Governo Renzi e, quindi , sulle novità per le pensioni

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:47): Si attendono rilevanti, che potranno a condizionare nel breve e nel medio termine novità per le pensioni da diversi eventi come il Direttorio che sarà subito richiamato, anzi nelle ultime notizie e ultimissime è già definito, dopo la consultazione comunque vada e lo stesso iter che riprende in Senato. Ma non solo.

L’esito della consultazione popolare di domenica, il nuovo appuntamento per il Direttorio della maggioranza, approdo degli ultimi miglioramenti, anche sulle novità per le pensioni, in Senato ed esiti delle discussioni comunitarie rappresentano gli elementi cruciali per l’Italia in questo particolare momento. Le ultime notizie, infatti, confermano un clima abbastanza denso, vivace e allo stesso di timori che si sente nel nostro Paese a causa di vicende che potrebbero rappresentare una svolta in senso positivo ma che potrebbero, al contrario, anche porsi come ulteriori elementi di destabilizzazione di un equilibrio politico ed economico già piuttosto precario. Mentre si guarda con attenzione alla nomina del successore del presidente del parlamento comunitario, che, stando alle ultime notizie che circolano, potrebbe essere ancora tedesco, ancora fortemente legato alle politiche austere della Comunità che, come evidentemente dimostrano recenti eventi, dalla Brexit alle crisi perduranti di alcuni Paesi membri, non stanno permettendo di raggiungere i risultati di crescita e miglioramento sperati, si attende l’esito della consultazione popolare di domenica che potrebbe notevolmente cambiare gli scenari politici interni.

Se in questi ultimissimi giorni si sono andate delineando tensioni e sconti interni alle diverse forze politiche con conseguenti ipotesi di nuove riorganizzazioni post voto, con una possibile scissione che potrebbe riguardare la stessa maggioranza, le ultime notizie riportano l’intenzione, in ogni caso, di dimissioni da parte del premier. Da qualche tempo, infatti, è tornata ad affacciarsi questa ipotesi che lo stesso premier mesi fa aveva smentito, addirittura solo due o tre giorni fa era circolata l’eventualità che si dimettesse entro venerdì, prima ancora del voto. La sua sarebbe un’ennesima strategia: non dimettersi per lasciare il mondo della politica e permettere ad altre forze politiche di poter avanzare, con nuove proposte, nuovi provvedimenti e anche ulteriori novità per le pensioni, che potrebbero migliorare l’attuale andamento dell’Italia, ma lasciare la sua carica di guida di un Paese fortemente scontento da quanto da lui stesso fatto finora, che continua a criticare, come si evince dalle ultime notizie, tra le altre misure, le novità per le pensioni di mini pensione e quota 41, perché troppo limitate e poco convenienti, per mettere a punto ulteriori provvedimenti e impegni da presentare in vista delle prossime elezioni del 2018. Lavorare, dunque, dietro le quinte per riconquistare fiducia e consensi degli italiani.

Tra gli scenari politici che potrebbero prospettarsi in caso di vittoria del no al voto di domenica, quello di costituzione di un governo tecnico con il compito di traghettare l’Italia verso le nuove elezioni del 2018 e che potrebbe essere guidato, stando alle ultime notizie, dall’attuale ministro dell’Economia, o dall’attuale presidente del Senato, o, ancora, dall’attuale ministro della Cultura. E solo in questi ultimi due casi si potrebbero avere impatti positivi per le pensioni, considerando che, come ormai ben noto, il responsabile del Dicastero dell’Occupazione non è mai stato favorevole a novità per le pensioni, né le considera una priorità in questo momento per la crescita economica del nostro Paese.

All’indomani dell’esito della consultazione di domenica o, al massimo, entro due giorni, è in programma un nuovo appuntamento con il Direttorio della maggioranza che dovrà decidere i tempi di convocazione del congresso che, secondo le ultime notizie, potrebbe tenersi tra febbraio e marzo, con l’intento da parte del premier di riconquistare fiducia e consenso dei cittadini, riproporsi alle primarie, e impedire alla opposizione interna di riorganizzarsi. Intanto, martedì 6 dicembre, dopo una settimana circa di blocco, riprenderanno in Senato le discussioni sulle misure ufficiali da inserire nel nuovo testo unico: stando alle ultime notizie è possibile che vengano presentati ulteriori miglioramenti ma si attende di capire l’esito di quelli presentati alle novità per le pensioni dal Comitato ristretto, tra estensione dei mestieri da considerare faticose per l’accesso alla mini pensione senza oneri e alla quota 41, e abbassamento da 36 a 35 anni del requisito contributivo richiesto a chi è impiegato in attività faticose e pesanti per l’accesso alla mini pensione senza oneri. Ricordiamo che è stata già respinta la richiesta di riduzione dal 75 al 60% della percentuale di invalidità necessaria per la mini pensione senza oneri, per cui è stato confermato che potrà essere richiesta solo da coloro che possono dimostrare una invalidità dal 75% in su.

di Marianna Quatraro pubblicato il