Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 blocco assunzioni da ricerca imputato ad attuale sistema

Le attuali norme pensionistiche bloccano l’entrata dei più giovani nel mondo occupazionale: ultime notizie da ricerca e novità pensioni necessarie

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore nel testo 10:44)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:30): Dall'altra parte sullo stesso argomento erano tornati gli attori anche più vicini alle attività vere e proprie ovvero gli imprenditori come, ad esempio, Confidustria e Confartigianto, che avevano chiesto e richiesto più volte nelle ultime notizie e ultimissime di creare delle novità per le pensioni reali che favorissero davvero l'interscambio generazionale.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:15):  Tante volte è stato detto da singoli cittadini, Gruppi o diversi esponenti di differenti categorie che senza novità per le pensioni, anche l'occupazione rishcia di rimanere bloccata che, almeno è una delle varaibili da considerare nelle ultime notizie e ultimissime che, invece, hanno dimostrato come non sia mai stato fatto. E ora anche scientificamente questa ricerca lo dimostra, lo appura e lo conferma

Che le attuali norme pensionistiche abbiano bloccato le assunzioni, considerando che hanno allungato pensionabile dei lavoratori già impiegati chiudendo, di conseguenza, le porte del mondo occupazionale ai più giovani, è un fatto ben noto, tanto che da anni ormai si chiedono modifiche alle attuali regole previdenziali con novità per le pensioni abbassino l’età pensionabile dei lavoratori più anziani in modo da avviare quel ricambio generazionale che servirebbe, di conseguenza, anche per dare nuova spinta all’occupazione giovanile e sbloccare le assunzioni. A confermare questa necessità le ultime notizie riportato dai dati oggettivi di una ricerca scientifica: secondo, infatti, un report dell’ufficio studi della Federal Reserve, la banca centrale americana, l’invecchiamento della popolazione nelle società avanzate frena la crescita economica con ripercussioni negative anche su produttività e investimenti, e di conseguenza, sull’andamento dell’inflazione.

In sostanza, la crescita della popolazione anziana a lavoro rappresenta la causa del rallentamento stesso della crescita di un Paese. Ciò che sarebbe necessario, non solo secondo la ricerca a anche in base alle ultime notizie spesso da noi riportate, sarebbe un meccanismo che sia capace di invertire questa tendenza e che, a partire dall’Italia, sarebbe rappresentato da novità per le pensioni, strutturali, universali e profonde, come quota 100 o quota 41, andando oltre dunque le attuali mini pensioni e quota 41 limitate che si stanno portando avanti ma che si avviano a rivelarsi inefficaci e inutili. Attraverso queste novità per le pensioni, infatti, i lavoratori più anziani avrebbero la possibilità di lasciare anzitempo la propria occupazione, liberando posti di lavoro in cui verrebbero impiegati i più giovani che, a loro volta, darebbero nuova spinta alla produttività, ai consumi e, di conseguenza, all’economia in generale. E’ chiaro, invece, che al contrario, cioè lasciando le rigide norme pensionistiche attuali, le nuove assunzioni continuerebbero ad essere bloccate.

E si tratta di un quadro che potrebbe essere considerato ancor più negativo alla luce delle ultime notizie sull’andamento del lavoro nel nostro Paese: mancano infatti le possibilità di assunzioni non solo per posti di lavoro occupati dai lavoratori più anziani che sono costretti a continuare a lavorare per maturare la loro pensione, ma anche per carenze di nuove possibilità in generale. Questa situazione crea, ovviamente, forti squilibri sociali generazionali che per essere appianati devono essere risolti già da ora, per evitare che i giovani di oggi, precari e senza occupazione, diventino, come ipotizzato dalle ultime notizie, i poveri di domani.  

Anche il nuovo Istituto nazionale per le analisi delle politiche pubbliche ha presentato uno studio sui cambiamenti del mondo occupazionale a seguito dell’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche e, stando alle ultime notizie da esso riportate, se non ci fossero le regole previdenziali attuali, ci sarebbero, in media, 35 mila assunzioni in più. Si tratta di un numero emerso da un'indagine campionaria condotta su 30 mila imprese, tra 2013 e 2014, che ha permesso all’Istituto di stimare in 35 mila le assunzioni mancate in quel biennio a causa proprio dell’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche.

Risulta ben chiaro che, nonostante si tratti di una normativa che come più volte spiegato è stata pensata e approvata in contingenza economiche dell’Italia piuttosto particolari e per garantire la sostenibilità finanziaria del Paese, sia arrivato il momento di rivederne i fondamentali principi, allentandone i requisiti e adeguandoli alla situazione attuale italiana, che ha decisamente bisogno di dare nuova spinta all’occupazione principalmente giovanile. E le ultime notizie sulle novità per le pensioni di quota 41 ristretta e mini pensione come formulata attualmente dalla maggioranza non contribuiscono certo al raggiungimento dell’obiettivo appena riportato.

di Chiara Compagnucci pubblicato il