Pensioni ultime notizie nulle novità di fatto o quasi ancora da Governo Renzi per novità quota 100, mini pensioni, quota 41

Ancora nulle o quasi le reali novità per le pensioni che il governo sta portando avanti: una strategia del consenso che potrebbe rivelarsi negativa

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore XX:XX): La svolta nel sistema previdenziale italiana non c'è stata e le novità per le pensioni che sono state introdotte sono limitate a un numero ristretto di destinatari. Accolto invece con maggior favore dagli interessati del provvedimento, come testimoniano i commenti delle ultime e ultimissime notizie, il cumulo gratuito di versamenti previdenziali effettuati su casse differenti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30):  E' inutile dire che qualcosa si è mosso, ma non i mari e monti che sembravano descrivere le ultime notizie e ultimissime. Vogliamo dire che le novità per le pensioni ci sono state per le varie esigenze che si chiedono? In parte sì, ma quanto sono reali e concrete? Poco o nulla per i costi, perchè comunque lasciare anzitempo l'attività per tra anni ha un onere del 12%-13% e le condizioni per le quali non c'è onerosità sono troppo vincolanti.

Ancora una volta, nonostante gli ultimi chiarimenti sui dettagli di funzionamento delle novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 che apparentemente sembrerebbero accontentare tutti coloro che volessero lasciare anzitempo la propria occupazione, le novità per le pensioni concrete che il governo Renzi sta portando avanti si stanno dimostrando nulle, o quasi, e inutili. E le ultime notizie, pur mirando ad una strategia del consenso per conquistare elettori in vista del voto istituzionale di dicembre, lo dimostrano: fino a qualche giorno fa, nell’attesa dell’ultimo confronto tra maggioranza e forze sociali, si diceva che le novità per le pensioni annunciate dalla recente intesa proprio tra maggioranza e forze sociali fossero incomplete e limitate e si aspettavo ulteriori informazioni per poterne capire il reale funzionamento e quindi i reali vantaggi. Ad oggi, all’indomani delle ultime notizie proprio relative ai dettagli attesi, la situazione sembra essersi complicata ulteriormente, per quanto possibile. Il quadro sarebbe il seguente: via libera a novità per le pensioni con mini pensione, quota 41, aumento delle pensioni base e cumulo gratuito per tutti coloro che volessero riunire tutti i propri contributi previdenziali versati in diverse gestioni. Novità per le pensioni che apparentemente sembrerebbero soddisfare e accontentare tutti ma che in realtà, ad un’attenta lettura, esattamente come accaduto qualche giorno fa dopo il precedente confronto tra forze sociali e maggioranza, si rivelano nulle.

Ancora limitate, ristrette e con troppi paletti, infatti, appaiono ancora, o forse anche di più mini pensione e quota 41 che la maggioranza avrebbe intenzione di inserire nel testo unico al via nel suo lungo iter. E proprio per questo carattere limitato delle ultime novità per le pensioni sono subito piovute critiche e lamentele: stando, infatti, alle ultime notizie, possono andare in pensione prima con la mini pensione senza oneri solo coloro che percepiscono redditi fino a 1.350 euro lordi al mese, se si è rimasti senza occupazione, si è disabili o impiegati in occupazioni faticose e pesanti, comprese maestre, lavoratori edili, macchinisti e autisti di mezzi pesanti, avendo maturato almeno 30 anni di contributi se si è senza occupazione, 35 anni di contributi se si è ancora impegnati a lavoro, e 36 anni di contributi complessivi se si svolgono occupazioni faticose, gli ultimi sei dei quali bisognerà essere stati impiegati sempre in questo genere di occupazioni.

In quest’ultimo caso, però, manca ancora la lista ufficiale delle occupazioni da considerare faticose. Per quanto riguarda la quota 41, potranno chiedere la mini pensione, sempre senza oneri, per lasciare la propria occupazione con 41 anni di contributi i lavoratori che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale, cioè prima dei 16 anni, ma avendo maturato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni e solo se si ritrovano in condizioni particolari, cioè senza occupazione, invalidi o impegnati in attività faticose. Come detto in queste categorie di lavoratori rientrerebbero anche lavoratori come maestre, infermieri, edili e altri lavoratori che, ai tempi per svolgere queste attività, avevano bisogno almeno di un diploma di scuola media superiora, che solitamente si consegue all’età di 18, 19 anni, e ciò significa che pur essendo stati compresi tra i lavoratori faticosi che possono usufruire della mini pensione senza oneri, in realtà sono stati beffati, perché quasi nessuno di loro entro il 19esimo anno di età avrà maturato l’anno contributivo necessariamente richiesto per poter chiedere la quota 41.

Anche in questo caso, dunque, si tratta di una novità per le pensioni quasi nulla perché interessa una platea davvero ristretta di persone e insieme alla mini pensione così come formulata non permettere nemmeno di dare avvio a quel meccanismo di ricambio generale prevedendo prepensionamenti dei lavoratori più anziani e conseguente impiego di lavoratori più giovani. Ma i paradossi non finiscono qui: la platea di coloro che potrebbe richiedere la mini pensione senza oneri sarebbe ancor più ristretta se si dovesse tener conto della soglia di reddito dei 1.350 euro lordi, che sarebbero circa 1.000-1.100 al mese, e sono tanti gli impiegati anche in occupazione faticose che superano questa soglia, anche se di poco ma che comunque non sarebbero agevolati. Inoltre, considerando che nuove mini pensioni e quota 41 entreranno in vigore a partire da maggio dal 2017 e non da gennaio, fino ad allora alcuni degli appartenenti alla quota 41 andrebbero in pensione in maniera naturale e non avrebbero bisogno di questa novità per lasciare anzitempo la propria attività.

A queste illusorie novità per le pensioni si aggiunge anche la questione del cumulo gratuito: tale dovrebbe essere, secondo quanto stabilito, per tutti coloro che nel corso della propria vita lavorativa hanno versato contributi in diverse gestioni previdenziali ma, stando alle ultime e ultimissime notizie, i costi previsti per la congiunzione di tutti i contributi previdenziali non verrebbero del tutto azzerati, perché in base all’ente in cui lavoratore decide di riunire e versare i propri contributi, potrebbe essere richiesto il pagamento dell’eventuale differenza tra il valore di tutti i propri contributi e quello previsto dello stesso ente scelto. E’ chiaro, dunque, come qualsiasi novità pur se all’apparenza buona, in realtà sembra nascondere un tranello che però, pian piano, stanno venendo fuori, motivo per il quale la strategia del consenso che lo stesso premier vorrebbe portare avanti per vincere il voto di dicembre, potrebbe rivelarsi effettivamente negativa.

di Chiara Compagnucci pubblicato il