Pensioni ultime notizie opzione donna per quasi fatto emendamento proroga si cerca la quadra dei conti

Il rebus dei conti pubblici sulle novità per le pensioni non è di immediata risoluzione anche in riferimento alla proroga dell'opzione donna.

Pensioni ultime notizie opzione donna pe


Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:45): Sono oltre 4.000 le donne interessate dalla proroga dell'opzione per un finanziamento che secondo le ultime e ultimissime notizie, dal 2017 al 2022 vale 257 milioni di euro. Si tratta di una delle principali novità per le pensioni in questa fase di transizione e di cambiamenti in vista dell'approvazione finale del testo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:20): Continua a essere sempre e comunque una questione di budget. E anche alcuni dei provvedimenti sulle novità per le pensioni sono stati stoppati per assenza di coperture. Non sono bastate le ultime e ultimissime notizie che invitavano alla fiducia per vedere passare molti cambiamenti. Adesso resta da scoprire se andrà effettivamente in porto la proroga dell'opzione donna.

Evidentemente non è così semplice riuscire a chiudere la partita dell'opzione donna ovvero assicurare la proroga con un semplice cambiamento al testo delle novità per le pensioni. I calcoli economici da effettuare devono infatti tenere conto di tante variabili, alcune non immediatamente visibili come l'ammontare del risparmio dalla sperimentazione di quest'anno. Ci riferiamo alle lavoratrici che, pur rientrando tra le beneficiarie del provvedimento con cui smettere anzitempo l'attività professionale in cambio di un taglio dell'assegno previdenziale, non hanno materialmente fruito di questa opportunità. Si parla perciò di diritto cristallizzato, da poter esercitare anche in seguito, ma soprattutto di una potenziale spesa per lo Stato.

Insomma, il rebus dei conti pubblici non è di immediata risoluzione, anche se le ultime notizie sulla prosecuzione della sperimentazione dell'opzione donna sono di segno positivo. A quanto pare è la stessa maggioranza a essere convinta dell'arricchimento del quadro delle novità per le pensioni con questa nuova opzione, sempre e comunque nel limite del budget a disposizione. Il grimaldello per far passare la proroga è appunto rappresentato da uno specifico cambiamento con cui la nuova data limite per aderire all'opzione donna viene spostata dal 31 dicembre 2015 al 31 luglio del 2016 per includere anche alle lavoratici nate nell'ultimo trimestre del 1958, altrimenti tagliate fuori per via delle accresciute aspettative di vita.

Con l'ultima opzione donna il ritiro è stato possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le lavoratrici dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome. Si tratta infatti di concedere alle lavoratrici l'opportunità di ritirarsi un po' prima rispetto ai requisiti in vigore, ma rinunciando a una parte dell'assegno perché calcolato con il contributivo, meno vantaggioso dal punto di vista economico rispetto al retributivo.

A sottoscrivere la proposta di cambiamento è stato uno schieramento solo parzialmente trasversale - Cesare Damiano (Partito democratico), Walter Rizzetto (Movimento 5 Stelle), Davide Baruffi (Partito democratico), Tiziano Arlotti (Partito democratico), Cinzia Maria Fontana (Partito democratico), Antonio Boccuzzi (Partito democratico), Titti Di Salvo (Partito democratico), Luisella Albanella (Partito democratico), Floriana Casellato (Partito democratico) - anche se di fatto è stato approvato senza particolare intoppi in sede di organismi interni prima del passaggio all'Assemblea per il voto generale.

di Chiara Compagnucci pubblicato il