Riforma Pensioni: la proposta di Prodi slitta a questa settimana, mentre continuano le trattative

L'annunciata discussione del 'piano Prodi' sulla riforma delle pensioni, al Consiglio dei Ministri non c'è stata, questione rinviata a questa settimana che è appena iniziata.


L'annunciata discussione del "piano Prodi" sulla riforma delle pensioni, al Consiglio dei Ministri non c'è stata, questione rinviata a questa settimana che è appena iniziata.

Il chè potrebbe essere letto come un segno positivo, una specie di dimostrazione del clima ottimistico che va formandosi sul tema: non se ne parla per assicurare, e rassicurare, che non ci sarà un ultimatum, un diktat. O, più semplicemente, la sintesi non è stata raggiunta e si aspetta la conclusione degli incontri riservati portati avanti dal sottosegretario Enrico Letta e dal ministro del Lavoro Cesare Damiano, alle prese, insieme alle Confederazioni sindacali, con una caccia al tesoro che conduca ad una posizione univoca e che potrebbe mettere in un angolo le ipotesi circolate fino ad ora.

Sono due i punti fermi delle trattative: la coerenza con il programma dell'Unione e la compatibilità economico finanziaria. Per quanto riguarda il primo, non sono molte le interpretazioni possibili: rispetto del programma equivale a dire superamento dello scalone.

Il secondo punto è dirimente, e si rivela piuttosto problematico. ADNKRONOS, gli uffici tecnici di Palazzo Chigi e la Ragioneria Generale dello Stato, infatti, stanno valutando l'impatto che avrebbe una soluzione diversa dalla legge Maroni, e per ora il verdetto non è rassicurante. Sembra che, dei due miliardi circa necessari per ammorbidire lo scalone, in cassa ce ne sia solo uno disponibile, cioè quello derivante dai risparmi della Pubblica Amministrazione e dai ritocchi sulle aliquote contributive ai parasubordinati. Ecco quindi una spiegazione a quest'ultima frenata.

E' sul mix di ‘scalini' e quote che si sta lavorando, e questa ipotesi comporterebbe una serie di cambiamenti successivi: 58 anni dal 2008, che dopo 18 o 24 mesi (in base alle risorse disponibili) diventerebbero 59, per arrivare infine alla quota 96 o 97, ottenuta dalla somma dell'età anagrafica e degli anni di contributi versati. Entro il 2012 l'età verrebbe gradualmente innalzata, fino ai 60 anni e alla scomparse delle quote.

Sui tempi le voci sono discordanti: da un lato paiono allungarsi, e, dato che l'intesa (prevista entro fine luglio) potrebbe essere inserita nella prossima finanziaria, ci sarebbe tutto il tempo per le consultazioni, in primo luogo con i sindacati. Dall'altro però, pare che il governo non abbia cambiato idea sull'inserimento della riforma delle pensioni, sotto forma di emendamento, nel decreto legge sulla destinazione dell'extragettito.

Vannino Chiti, ministro per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme, precisa che sarà Prodi il metronomo che scandirà questa ballata: il premier, infatti "terrà i suoi confronti e presenterà la proposta del Cdm tenendo conto delle discussioni e dei punti di vista di avvicinamento".

Silvio Sircana, portavoce del premier, precisa che non necessariamente si dovrà attendere il prossimo consiglio dei ministri e che probabilmente la proposta finale e definitiva arriverà prima. Per quanto riguarda l'iter parlamentare del decreto legge che aumenta l'importo delle pensioni più basse, i tempi sembrano invece stabiliti: giovedì sera voto sulla fiducia, venerdì esame degli ordini del giorno e martedì 24 luglio voto finale.

I sindacati si dicono pronti al confronto con il Governo, ma chiedono che questo si presenti al tavolo con una posizione unica. Richiesta difficile da esaudire date le divergenze all'interno della maggioranza.
La sinistra radicale per ora aspetta di vedere come si metteranno le cose dopo la mossa di Prodi, e non fa altre proposte. Prc si prepara al confronto interno che avverrà durante la riunione del suo comitato politico, e Giordano sostiene che "ormai è chiaro che i problemi per il governo non vengono dalla sinistra radicale ma dal centro": punta l'indice contro il manifesto di Rutelli.
Prodi, dal canto suo, su un punto ha le idee chiare: in caso di crisi non ci saranno alternative alle elezioni anticipate e ribadisce con fermezza che l'ultima parola sulle pensioni non verrà proferita da altri fuorché sè medesimo. Il tempo delle aperture senza se e senza ma è finito, e il premier si prende ciò che, a sua opinione, gli spetta, ovvero totale facoltà decisionale. Facoltà che però non prescinde dalla ricerca di una soluzione ampliamente condivisa, il chè è dimostrato dalla continuazione degli incontri riservati.

Come detto, nonostante tutto, il clima pare essere ottimistico, anche se non disteso in tutto l'emiciclo parlamentare.
Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà sociale, afferma che "la quadra ancora non c'è", ma dice di essere tranquillo, "Sarei stato preoccupato se ci fosse stato un diktat". Per il ministro una soluzione è possibile, e indica una via per uscire dall'impasse: bisogna "fare in modo che chi è al lavoro da 40 anni possa andare in pensione senza ulteriori aggravi; l'aumento dell'età pensionabile va fatta attraverso degli incentivi; va salvaguardata tutta la platea dei lavori operai e a turno".
Anche per Franco Giordano, segretario di Rifondazione Comunista, si può arrivare ad una soluzione, e precisa che il suo partito una proposta già l'ha fatta, e che ora attende quella del premier.
Meno sereno Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, che sollecita l'intesa in tempi brevi: "Idv ritiene che la proposta sulle pensioni debba arrivare il più presto possibile. La proposta, fermo restando i lavori usuranti in una nota selettiva ben precisa, deve intervenire per riconsiderare i tempi attuali della pensione, a partire dai parlamentari che debbono dare il buon esempio. La vita è più lunga e non possiamo rubare i soldi ai nostri figli".

Ma questo punto di vista è considerato del tutto fuorviante dal Pdci, e Sgobio sostiene che "contrapporre padri e figli è una logica assurda e incomprensibile. La vera piaga dei giovani di oggi - continua - è la precarietà nel mondo del lavoro, di cui la legge 30 ne è il monumento. Senza un esperimento di questa legge avremmo intere generazioni destinate ad un futuro previdenziale povero e incerto".

Emma Bonino, ministro per il Commercio con l'estero e gli Affari europei, lancia un altro allarme: "l'Italia è in infrazione alla Ue per l'età pensionabile differenziata fra uomo e donna". Siamo infatti tra i pochi, con Grecia e Portogallo, che hanno ancora questo sistema: "In tutti gli altri paesi uomo e donna hanno l'età pensionabile equiparata e tendono ad alzarla per tutti. Se l'Italia andrà avanti con il sistema attuale - continua il ministro - , una condanna della Ue non ce la toglierà nessuno".

E i sindacati? Non paiono in vena di mezze misure. Per Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, non è lo scalone il vero problema, ma l'accordo sulle pensioni minime, che non è soddisfacente. Antonino Regazzi, segretario generale della Uilm, non è entusiasta: "le proposte finora avanzate dal Governo in materia di superamento dello scalone sono inaccettabili", e conclude con una minaccia: "Se continua così chiameremo i lavoratori allo sciopero".

Stessa minaccia di Antonio Pepe, segretario generale della Cgil della Basilicata: "Il sindacato, unitariamente, dovrà assumere una grande iniziativa di mobilitazione in tutto il Paese, se il confronto con il Governo sul tema delle pensioni non produce un buon accordo entro la prossima settimana". Pepe continua dicendo che le richieste del sindacato sono note, e puntano all'equità e alla separazione tra gestione previdenziale e assistenziale.

Alle speranze più o meno fiduciose della maggioranza e alle minacce più o meno velate dei sindacati si aggiungono poi le profezie dell'opposizione, con un Calderoli improvvisato Cassandra che tuona contro il governo e azzarda una similitudine in stile canzonetta, della serie ‘il governo, come le foglie, in autunno cadrà'. Per ora bisogna aspettare la prossima settimana. Prima dell'autunno, sperano in molti, c'è ancora tempo.

di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il