Dichiarazione redditi italiani visibili a tutti online. Server in Tilt. Interviene Garante Privacy

Bloccata dal Garante della Privacy l'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi. Polemiche e critiche


Fare i conti in tasca a parenti, amici e persone famose è stato possibile per qualche ora. Entrando nella homepage dell'Agenzia delle Entrate, bastava scegliere la voce "Uffici" e di lì accedere agli elenchi. Con la sola informazione del Comune nel quale la persona ha presentato la dichiarazione dei redditi, era possibile conoscere nomi, date di nascita, redditi dichiarati e imposta pagata.

“Tali disposizioni - spiega Romano - sono sottese a perseguire la finalità di interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione dei dati, in possesso dell’amministrazione finanziaria in tema di dichiarazioni fiscali, mediante la pubblicazione di appositi elenchi”.

E se alle Entrate sostengono che si tratta di un provvedimento a norma di legge autorizzato dal garante, gli uffici del garante smentiscono il loro via libera: “L’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate non è mai stata sottoposta all’attenzione del Garante della privacy. Il collegio è convocato per il pomeriggio di oggi per esaminare la questione. L’iniziativa non è mai stata sottoposta all’attenzione del garante della privacy. Il collegio è convocato per il pomeriggio di oggi per esaminare la questione”.

Nella riunione odierna il Garante Privacy ha svolto una prima valutazione sulla diffusione dei dati in internet e ha rilevato che "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia". L'Autorità ha quindi "deciso di chiedere formalmente e con urgenza ulteriori delucidazioni all'Agenzia e l'ha invitata a sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet". Inoltre ha invitato anche i mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi resi disponibili in Internet dall'Agenzia.

L’ Adoc, Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori, fa sapere in una nota di considerare l’iniziativa “una palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per l’aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali”.

"La pubblicazione dei redditi non è una violazione alla privacy, ma un atto di trasparenza democratica". Così il presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Antonio Longo sottolineando che la disponibilità dei dati on line "può servire per l'accesso ai servizi pubblici che si pagano e che vengono attribuiti spesso a non aventi diritto, ad esempio gli asili nido, a scapito di famiglie meno abbienti ma che sono a reddito fisso e pagano tutte le tasse fino all'ultimo euro".

Fonte: pubblicato il