Auto aziendali: ecco le possibili detrazioni dopo la finanaziaria

Garantita la deducibilità totale sui beni definiti 'strumentali' ossia tutti i mezzi senza i quali l'impresa non sarebbe nelle condizioni di svolgere la sua attività


Se da un lato si allungano i tempi per conoscere la percentuale forfetaria da applicare alle detrazioni per l'Iva pagata sull'acquisto di auto aziendali (la Commissione Ue esprimerà il suo parere non prima di Marzo mentre il Consiglio ad Aprile), in patria l'Agenzia delle Entrate provvede prontamente ad emanare una circolare (la 1/E) di chiarimento sui requisiti minimi delle auto aziendali soggette a deduzione.
Garantita la deducibilità totale sui beni definiti "strumentali" ossia tutti i mezzi senza i quali l'impresa non sarebbe nelle condizioni di svolgere la sua attività (ex. autonoleggio o scuole guida), si abbassa all'80% la deduzione sui veicoli strumentali utilizzati dagli agenti di commercio. Se per i professionisti la manovra ha previsto un dimezzamento dal 50 al 25% delle deduzioni sui costi con massimale di 18.076 Euro per singolo veicolo, per le aziende che concedono l'auto in uso promiscuo (sia aziendale, che personale) ai dipendenti, che prima potevano dedurre totalmente le imposte, ora possono dedurre solo l'importo che costituisce il reddito da lavoro.

Quali escamotage per chi non abbia intenzione di accollarsi spese a perdere sui fringe benefit?
Decisamente più conveniente per un dipendente soggetto a spostamenti frequenti sarebbe ricorrere al proprio veicolo per trasferte, a fronte di un'indennità chilometrica corrisposta dal datore di lavoro mentre per le aziende che ricorrano ad automezzi per il trasporto di oggetti si potrebbe ipotizzare un ricorso "provvidenziale" a veicoli immatricolati come veri autocarri, non soggetti alla morsa fiscale.
Sono annoverabili nella categoria di "veri autocarri" tutti i veicoli che appartengono alla categoria N1 (su cui non è consentito il trasporto di persone eccetto coloro che sono addetti al carico e allo scarico delle merci e nel numero massimo fissato dalla carta di circolazione), siano essi omologati come tali o trasformati successivamente.
Ai fini fiscali, però, il decreto-legge collegato alla Finanziaria stabilisce che "quelli per i quali sia stato effettuato il cambio di destinazione dalla categoria M1 (autovetture, ndr) a quella N1 (autocarri, ndr)" verranno tassati "in base alla potenza effettiva dei motori".
Con questa "rassicurante" puntualizzazione vi auguriamo un Buon viaggio nei meandri della fiscalità sui fringe benefit!

di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il