Continua a crescere Fiat in attesa della prossima trimestrale

Fiat continua correre. Sospesa per eccesso di rialzo a metà seduta, ha ripreso a correre nel pomeriggio e a poco più di un'ora dalla chiusura sfiora ancora un guadagno del 6%, superando i 13,5 euro


Fiat continua correre. Sospesa per eccesso di rialzo a metà seduta, ha ripreso a correre nel pomeriggio e a poco più di un'ora dalla chiusura sfiora ancora un guadagno del 6%, superando i 13,5 euro.

La società ha smentito le ipotesi circolate dalla mattina su una possibile cessione di Iveco: "In relazione al rialzo di oggi del titolo Fiat - dice l'azienda in una nota - ed ai consistenti volumi di azioni scambiati sul mercato la Fiat precisa di non essere a conoscenza di informazioni che possano spiegarne l'andamento. In particolare, circa le voci su presunte dismissioni, non sono in corso né sono previste cessioni di asset, ad eccezione di quelle già comunicate al mercato". Non concede nulla la nota e si limita a ribadire gli appuntamenti: "Quanto ai prossimi eventi societari, secondo un calendario già noto al mercato, il consiglio di amministrazione della Fiat si riunirà giovedì 26 ottobre per esaminare i risultati consolidati del gruppo relativi al terzo trimestre 2006 mentre l'8 e il 9 novembre è fissato un incontro a Balocco con la comunità finanziaria per illustrare la situazione del gruppo e l'aggiornamento del piano industriale con dettagli sugli obiettivi sino al 2010".

Qualche anticipazione è già circolata. L'ad Sergio Marchionne avrebbe realizzato un piano 2007-2010 fatto di target decisamente ambiziosi e ormai che Marchionne mantenga le promesse è diventato quasi un mantra. Speriamo che duri. A proposito della trimestrale Jp Morgan ha confermato la previsione di un raddoppio dell'utile operativo, in particolare per quanto riguarda il comparto auto grazie ai buoni volumi in Europa e Brasile. Ieri Morgan Stanley ha, invece, confermato un target per il titolo di 10,50 euro per azione, ma ha aggiunto che ci saranno sorprese positive nei volumi. Ma la vera campana che oggi ha chiamato gli investitori a raccolta sul titolo Fiat è stata il rapporto di Intermonte: la sim milanese ha alzato il target da 14 a 18 euro. Difficile capire chi abbia ragione.

Sfogliando i report delle banche d'affari - tutti pubblicati a fine luglio - le prospettive sembrano ottime. Stime di vendita tra i 51 e i 56 miliardi di euro per fine anno, previsioni di utile netto che sfiora gli 800 milioni di euro. Cautela su Cnh (mezzi agricoli), stabile Iveco, un po' in difficoltà. Ma le cui previsioni dovrebbero essere oggi più generose, visti i recenti investimenti in Cina, dove la società dei furgoni ha stabilito una joint venture con Nac per la produzione di veicoli commerciali, che dovrebbe raggiungere quota 70mila entro fine anno e andare a regime di 100mila nel medio periodo.

Poco notata, oggi è passata anche un'altra notizia che riguarda il Lingotto: "A fine mese presenteremo al pubblico il nuovo modello della Panda: la Panda Bi-Fuel, un modello innovativo sotto diversi profili, che tiene in grande considerazione anche le esigenze di confort degli utenti". Lo ha detto Ernesto Auci, responsabile relazioni istituzionali di Fiat a margine di un'audizione in Senato in commissione industria. "Le bombole per il metano - ha aggiunto - ad esempio sono collocate in modo tale da non rubare spazi, né agli spazi abitativi nè a quelli per il bagaglio".

Ma non tutti gioiscono: i cassaintegrati dell'Alfa Romeo di Arese hanno bloccato "in 200 l'ingresso del polo logistico", spiega il sindacalista di base Corrado Delle Donne di Slai-Cobas, riferendosi al polo della mobilità sostenibile, un'iniziativa della regione Lombardia per sopperire all'abbandono dello stabilimento da parte di Fiat, isolando anche "i collegamenti con l'autostrada dei Laghi per tutta la mattina". Via i blocchi è rimasto un camper davanti alla fabbrica a "presidio permanente": "Da un anno Formigoni non parla più con i lavoratori di Arese". Il progetto del polo della mobilità sostenibile, che prevedeva la produzione di auto e lo sviluppo di progetti per la mobilità alternativa, "si è sciolto come neve al sole", denunciano i sindacati: "le uniche aziende attive nell'area - aggiunge - lavorano con precari o lavoratori in nero".

di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il