Pubblicità telefonica tramite call-center: sarà fortemente limitata grazie al Garante della Privacy

L'Autorità vara nuove misure contro l'utilizzo illecito di dati, da parte di alcuni gestori telefonici e società di comunicazione elettronica, per tutelare la riservatezza e gli altri diritti degli utenti


Nuove misure contro l'uso illecito di dati sono state prese dal Garante della Privacy nei confronti di alcuni gestori telefonici e call center. Oggi Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato hanno emesso cinque provvedimenti per tutelare la riservatezza e gli altri diritti degli utenti. Alcuni gestori telefonici e società che operano attraverso i call center dovranno interrompere l'uso indebito di tutti quei numeri telefonici utilizzati a scopo commerciale senza aver ricevuto l'autorizzazione al trattamento da parte degli utenti.

Due le date di riferimento previste nei provvedimenti: entro il 5 luglio le società telefoniche e i call center dovranno comunicare all'Autorità lo stato di adempimento dei provvedimenti dal punto di vista organizzativo, tecnico e operativo, mentre entro il 10 settembre è prevista la deadline per la piena adozione delle misure. Per quelle società che non avranno rispettato i provvedimenti, il Garante ha previsto blocchi o divieti.

La decisione dell'Autorità viene in seguito ad una attività ispettiva attuata nei mesi passati in collaborazione con il Nucleo speciale funzione pubblica della Guardia di Finanza, messa in atto dopo aver ricevuto innumerevoli segnalazioni da parte dei cittadini disturbati anche in tarda serata dalle telefonate indesiderate. Solo nel 2007, a causa di violazioni per omessa o insufficiente informativa agli utenti, il Garante ha avviato ben 44 procedimenti sanzionatori nei confronti di società fornitrici di servizi di comunicazione elettronica e call center, dei quali 22 già definiti con il pagamento di oltre 130 mila euro.

Le segnalazioni giunte all'Autorità provengono anche dalle lamentele di migliaia di utenti raccolte dall'Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, che ha paragonato queste telefonate moleste ad un "tumore che si insinua nelle case degli italiani, facendo attivare servizi senza alcun consenso". Non c'è dubbio che le telefonate promozionali rappresentino la goccia che fa traboccare il vaso del bombardamento pubblicitario a cui siamo tutti sottoposti un po' ovunque.

La particolare aggressività di questa forma di pubblicità, se è possibile ancor più invadente di quella a cui siamo sottoposti abitualmente nelle case perché non "annunciata", viene evidenziata anche dalla pratica spesso utilizzata del silenzio assenso, secondo la quale alcuni call center o società ad essi collegate attivano servizi mai richiesti che l'utente si ritrova a pagare. A cui si aggiunge la beffa: disdire tali servizi indesiderati è un'impresa titanica senza alcuna certezza di riuscita.

Il Codacons ha accolto con favore i provvedimenti presi dall'Autorità per contrastare le telefonate moleste "per le quali riceviamo continuamente segnalazioni, anche perché il fenomeno è cresciuto in modo esponenziale nel corso degli anni", come afferma il responsabile Privacy Gianluca Di Ascenzo, che aggiunge "invitiamo i consumatori a denunciare al Garante e al Codacons ogni violazione della privacy realizzata attraverso telefonate pubblicitarie indesiderate".

Ora l'incubo delle telefonate indesiderate sembra scongiurato. Prima della fine dell'estate le società di "teleselling" non in regola dovranno avere nel proprio "parco utenze'', presso le quali commercializzare i propri prodotti o servizi, solo dati il cui trattamento sia stato direttamente autorizzato dall'utente, così come recita la legge.

di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il