Berlusconi: l'Italia vive nel benessere con auto di lusso e ristoranti

Silvio Berlusconi ha descritto al vertice con le parti sociali sul dpef è un paese dove “le autostrade e i ristoranti sono pieni” e circolano “auto di lusso”


Ottimista. Dimentica i numeri e fa della matematica la sua opinione. Racconta di un'Italia dominata dal benessere, da aumenti degli standard di acquisti e da imprese che fanno utili e non licenziano. Quello che Silvio Berlusconi ha descritto al vertice con le parti sociali sul dpef è un paese dove “le autostrade e i ristoranti sono pieni” e circolano “auto di lusso”.

“Bisogna essere ottimisti”, ha ammonito, ad esempio – dice – “in classe di mio figlio ci sono ragazzi con due telefonini testa”. Ma qualche aggeggino elettronico non basta ad attutire le continue bacchettate di Bankitalia, dell'Ocse e dell'Istat.

Sì, lo ammette: un problema c'è. L'evasione delle tasse registra un “escalation impressionante”, è questo il motivo. Così, visti i conti in rosso, il premier dimentica i tempi (solo un anno fa) in cui considerava “moralmente giusto non pagare le tasse quando sono eccessive” e dichiara “guerra all'evasione”. Il governo, fa sapere, farà di tutto per contrastarla.

Scettico, manco a dirlo Antonio Di Pietro, che a proposito del soliloqui berlusconiano in tema di finanza pubblica commenta: “Ha ragione Berlusconi quando dice che l'evasione fiscale è intollerabile, ma ha torto quando si dimentica di dire che si dovrebbe cominciare a combatterla partendo da casa propria. Non a caso – continua il presidente dell'Italia dei Valori – il suo gruppo è sotto processo per evasioni molto ingenti, che da sole, se pagate, aiuterebbero a risollevare le casse dello Stato.

Dire agli altri di pagare le tasse non facendolo ed essendo per giunta il Presidente del Consiglio, è una presa in giro ed un'offesa all'intelligenza degli italiani.'

Secondo Pecoraro Scanio, invece, ieri il premier avrebbe “scoperto l'acqua calda”. “Dopo quattro anni di lassismo e talvolta di aperta giustificazione – afferma il presidente dei Verdi – Berlusconi ammette finalmente che il livello d'evasione in Italia è allarmante e va combattuto.

È un bel passo avanti, ma anche un'affermazione che si presta alla facile ironia di chi sostiene questa tesi da anni. Verrebbe da dire: buongiorno premier. Ora sarebbe – conclude - il momento di passare ai fatti, ma da un governo che h fatto dell'illegalità, basti pensare ai condoni e alle innumerevoli norme ad personam, ci attendiamo ben poco, anzi nulla”.

Il governo punterà a limitare al 2% la crescita della spesa nel 2006. La manovra, poi, fa sapere il premier “non sarà di restrizione, ma di sviluppo”.

L'ottimismo made in Arcore lascia però indifferenti i sindacati: “Non siamo in grado di dare giudizi definitivi su questo documento – commenta il segretario della Cisl, Savino Pezzotta – anche se per la prima volta dopo tanto tempo il governo riconosce la gravità della situazione economica del paese”.

“E' un documento quadro che passa da una premessa concreta: il 2005 è stato uno dei peggiori anni della storia del paese, perché avremo crescita zero e aumento del debito”. Una realtà “cui ha contribuito la politica economica del governo'. Insomma, conclude Epifani “un documento problematico se non aleatorio”.

di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il